The Last Independent Rajah of Indonesia
L'isola di Timor (timor=est in lingua indonesiana) è la più orientale dell'arcipelago indonesiano. Timor timor cioè Timor est ha ottenuto l'indipendenza nel 2001 dopo dei disordini molto gravi ed è attualmente "colonizzata" da forze australiane e di altri paesi dell'area. Le foto di questa pagina si riferiscono invece a Timor barat cioè Timor ovest.
La religione dei Timoresi è il cristianesimo ma con un substrato molto particolare: l'animismo permea infatti ogni aspetto della loro vita. Essi credono nel potere della natura e delle sue manifestazioni; i ruscelli gli animali le rocce hanno uno spirito con cui bisogna confrontarsi e a cui chiedere protezione..
Sono in genere molto gentili e assolutamente onesti: la loro antica bellicosità di tagliatori di teste si è spenta nel tempo, grazie al miglioramento (minimo) delle condizioni di vita e all'autorità del governo centrale. Il quale non arriva dappertutto però: durante la mia visita a Timor andai a conoscere l'ultimo rajah indipendente dell'Indonesia, intoccabile nella sua autorità, sdegnoso verso i missionari, incrollabile nelle sue certezze... una vera roccia !
Dopo sei sette ore di duro (e caldo) cammino nella foresta si incontra il piccolo regno di Suku-Boti, all'incirca nel centro dell'isola. Poichè nè il rajah nè i suoi circa 500 sudditi parlano l'indonesiano, è necessario farsi accompagnare da un interprete del villaggio più vicino.
Il rajah è un uomo di circa 80 anni molto dignitoso e leggermente sarcastico nei confronti di un visitatore occidentale.. Egli presiede a un'economia di completa autosussistenza dove anche le donne della sua famiglia filano il cotone con cui tessere i meravigliosi "songket". Ci si rifiuta di mandare i ragazzini a scuola con l'argomento che perderebbero l'onestà tradizionale. Anche i missionari cristiani sarebbero un pericolo per l'integrità morale del popolo.. La lingua nazionale è poi ritenuta del tutto superflua.
Malgrado queste vedute originali, il rajah non ha avuto mai problemi con il governo che anzi tiene a questa piccola realtà come a un esempio della (tanto sbandierata) biodiversità della nazione indonesiana.
Il raro visitatore gode in ogni caso a Suku-Boti della migliore ospitalità e può illudersi per un paio di giorni di essere in un altro mondo...
The island of timor (timor=east in Bahasa Indonesia) is the most eastern in the Indonesian archipelago. Timor timor or East Timor obtained independence in 2001 after a bloody struggle and is now under the "protectorate" of Australian and international forces. The photos in this page refer instead to Timor barat (or West Timor).
The religion of the Timoreses is mostly catholic but with a peculiar background: animism permeates in fact every side of their life. They believe in the power of nature and its every aspect: creeks animals rocks all have a spirit with whom one must reckon and to whom beg for assistance..
They usually are very kind and absolutely honest; their ancient penchant for head-hunting faded into time, thanks to the (minimal) improvement of their lot and to the central government' s authority. It doesn't reach everywhere though: during my visit to Timor I met the last independent rajah of Indonesia, untouchable in his authority, disdainful of the missionaries, firm in his certainties...a real rock !!
After a seven hours trek in the forest you arrive at the tiny kingdom of Suku-Boti, in the interior of the island. Since neither the rajah nor his 500 subjects speak Bahasa Indonesia, I was assisted in my task by an outside boy.
The Rajah is some 80 years old and very strong, very dignified and slightly sarcastic toward a western visitor... He presides an economy of nearly self-substinence where even the women of his family work at the loom. Boys don't go to school because they would loose their traditional values. Even christian missionaries might jeopardize the moral integrity of people.. The national language is then scorned as useless.
These peculiar views notwithstanding, the rajah never has had problems with the government which, on the contrary, somehow cares to showcase his reign as witness to the biodiversity of Indonesia.
The occasional visitor enjoys anyhow the best hospitality in Suku-Boti and may think for a couple of days to be in another world...
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The Rajah, in white, is assisted by his brother. Il Rajah, sulla sinistra, insieme al consigliere, suo fratello. |
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Il figlio del Rajah sembra contravvenire alla tradizione, indossando una maglietta... The eldest son of the Rajah looks like he doesn't observe traditions.. since he sports a t-shirt !!
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The Queen mother prepares the cotton flowers to be spinned. La Regina madre prepara il cotone grezzo che sarà filato. |
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Preparazione del filo di cotone a cura di altri componenti della famiglia. Sullo sfondo, un "songket" tradizionale. Preparation of the cotton thread by more members of the family. On the background, a traditional "songket". |
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Spinning the fuse...this way, one blanket can easily take many months to be completed. Then again, time to them is a very different concept than to us. Un "songket" può richiedere anche un anno per essere finito, dal momento che anche il filo viene fatto a mano. Per loro il tempo ha tutta un altra valenza che per noi. |
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Rajah's daughter operating an horizontal loom: note the back strap to hold it in position. Una figlia del Rajah tesse al telaio orizzontale: notare la cintura che serve per tenerlo in posizione. |
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